Nell’era moderna, dove si parla di cittadinanza digitale, è sempre più doveroso rendere il web un luogo sicuro e far sì che le persone ne facciano un uso consapevole e responsabile.
Tra i numerosi pericoli del web si annoverano anche le così dette nuove dipendenze. La caratteristica interessante delle dipendenze da Internet è che al pari di ogni forma di dipendenza da sostanza, pur in questo caso non essendoci una sostanza chimica, si instaurano gli stessi meccanismi generati anziché dall’assunzione di prodotti chimici, da comportamenti reiterati nel tempo che generano dipendenza.
A destare interesse nel mondo della psicologia è la dipendenza dai giochi online detta anche “internet gaming disorde”. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha aperto un dibattito per inserirla tra le “malattie” riconosciute all’interno dell’area delle dipendenze. A maggio 2019 l’OMS ha classificato ufficialmente la dipendenza da videogiochi come una patologia, con questa definizione: “Lo schema di comportamento dev’essere sufficientemente grave da risultare in una svalutazione significativa della sfera personale, familiare, sociale, educativa, occupazionale, o di altre importanti aree funzionali, e dev’essere evidente, di norma, per almeno 12 mesi”.
Da poco, il DSM-5, il manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, ha inserito l’Internet Gaming Disorder tra le dipendenze in grado di coinvolge i circuiti cerebrali di reward (ricompensa), la cui stimolazione produce effetti euforici, perché collegati alla dopamina, connessa ai centri di eccellenza per la produzione di piacere.

Diffusione del fenomeno
Sembra che il disturbo possa essere più frequente nei maschi tra i 12 e i 20 anni. Percentuali maggiori si riscontrano nelle popolazioni asiatiche anziché in quelle occidentali. I fattori di rischio associati allo sviluppo di tale dipendenza sono: l’isolamento sociale, quindi scarse interazioni sociali e stati di umore connessi alla depressione. 

Perché la dipendenza da videogames online può essere pericolosa?
I giochi online multi-giocatore permettano agli utenti di giocare 24 ore al giorno con compagni di ogni nazionalità. La componente di gioco di gruppo di questi game facilita la dipendenza data dalla coalizione e dal sentimento di appartenenza a quello specifico raggruppamento. Inoltre l’evasione e le identità di ruolo offerte dai videogiochi possano aumentare i rischi di dipendenza.
Le ansie sociali e le problematiche giornaliere con i videogames vengono sedate, in quanto rappresentano un luogo sicuro, protetto, dove poter creare indisturbati nuove identità. L’esperienza della caratteristica psicologica dei giochi online viene definita come uno stato di flow experience dove il soggetto si immerge totalmente, rischiando di perdere il contatto con la realtà, disconnettendosi dalle regole e le norme sociali che regolano la vita reale.

Come per la dipendenza da droghe, i videogiochi rilasciano dopamina nel cervello; essa crea dipendenza, ne serve sempre di più per raggiungere una soglia di base che soddisfi e tutto questo può tradursi in problemi psicologici come ansia, depressione, disturbo dell’attenzione e iperattività, bassa autostima e fobia sociale, mancata tolleranza alla frustrazione, comportamenti autolesivi.
A volte a livello fisico dopo ore massicce di esposizione al gaming, si possono riscontrare a livello fisico: disturbi del sonno, inappetenza, problemi di vista, crisi epilettiche di grave entità.

Soluzioni
Il problema della dipendenza è risolvibile attraverso un percorso psicoterapico che tenga conto dell’età del paziente, delle dinamiche familiari, calzando il trattamento specifico per la situazione in esame. La terapia tuttavia dovrà rimodellare i comportamenti disfunzionali del soggetto, insegnando il rispetto di nuove regole, di nuovi modi per impiegare il tempo libero, ripristinando nella vita del soggetto gli aspetti delle interazioni sociali che sono le prime che vengono azzerate.
Nei ragazzi giovani, il coinvolgimento familiare è necessario al fine di impostare e scandire regole di vita funzionali che vadano a sostituire gradatamente quelle disfunzionali. In certi casi sono previsti interventi farmacologici.
L’aspetto fondamentale è che le terapia aiuti il paziente a sviluppare le personali abilità comunicative alla base delle relazioni interpersonali, in modo da contrastare la dipendenza dal gaming.

Fonte: paginemediche.it

https://www.paginemediche.it/medici-online/elisa-marcheselli/blog/i-pericoli-dei-videogames-online